“Opera liquida” | 25 giugno 2018 | attori reclusi | Castello Sforzesco Eventi a Milano


Opera liquida” | 25 giugno 2018 | attori reclusi | Castello Sforzesco Eventi a Milano

Opera Liquida, lo spettacolo che vede in scena attori reclusi ed ex reclusi del Carcere di Opera, torna nella cornice del Castello Sforzesco lunedì 25 giugno.

La pièce di Maria Chiara Signorini e Giulia Marchesi (montaggio drammaturgico e regia Ivana Trettel) è ambientata in un circo che è metafora della vita. “Il circo”, scrivono gli organizzatori, “è per sua natura antico e atemporale. La pista è il cerchio dove tutto accade. È ciò che di magnifico e magnificente esiste sotto i riflettori, che se guardato alla luce del giorno appare anche fatiscente, con quello strato di polvere di vita che ne appanna la brillantezza”.

All’interno di un’istituzione totale come il carcere, dove le mura e i cancelli delineano perfettamente i confini e le barriere, la liquidità di un’opera assume una caratteristica assoluta di libertà, non conosce frontiere né barriere, non si ferma davanti a serrature, il liquido le attraversa.  Il teatro rappresenta uno strumento straordinario, la possibilità, per un attore recluso, di trasmettere all’esterno il valore e la creatività. Ivana riesce, grazie all’incontro con la NABA, a far nascere un’interessante collaborazione con gli studenti che realizzano per tre anni, le scenografie e i costumi per gli spettacoli dei detenuti, partecipando ad un percorso laboratoriale creativo all’interno del carcere.

Oltre a realizzare spettacoli nel Carcere, l’Associazione Opera Liquida porta gli spettacoli anche oltre le mura attraverso produzioni esterne di autobiografia degli attori che sono anche ex detenuti ora in libertà e che hanno deciso di continuare il percorso teatrale. Le attività che svolge Opera Liquida sono di diverso tipo: produzione, didattica e organizzazione di due festival annuali.

L’associazione punta alla qualità delle performance teatrali messe in opera, non lavora per il reinserimento sociale, ma per produrre arte, per fare teatro. Le relazioni con il territorio non sono semplici: infatti di per se, il carcere è uno spazio isolato: nonostante ciò, delle collaborazioni sono nate con la Fondazione per leggere e con altre realtà che operano all ’interno del carcere di Opera.