Palazzo Marino

Palazzo Marino

Il palazzo Marino, sede del Municipio, ha origine nel 1553, quando il banchiere genovese Tommaso Marino realizza la propria fastosa dimora espropriando una vasta area centrale.

Il progetto è commissionato a Galeazzo Alessi, che nel 1572 termina il fronte verso piazza San Fedele utilizzando elementiichelangioleschi come i timpani spezzati in un sistema di colonne, pilastri e lesene a erma nei tre ordini sovrapposti. L’edificio è rimasto incompiuto fino al 1872, anno in cui la Municipalità avvia la ricostruzione stilistica della facciata verso piazza
della Scala affidando i lavori a Luca Beltrami.

Libero su tutti i lati, il palazzo si organizza all’interno attorno a due ambienti principali: il cortile d’onore e il salone. Il cortile, con portico a colonne tuscaniche binate e loggia, presenta un estro decorativo e una ricchezza di elementi scultorei all’insegna del più esuberante manierismo; la sala dell’Alessi, ambiente di rappresentanza restaurato nel 2002, ha recuperato l’aspetto cinquecentesco perduto con le distruzioni subite nel 1943.

Sale visitabili

Sala delle Tempere
È la sala posta all’entrata del palazzo. Una carta in tromp-l’oeil simula gli antichi cuoi di Cordoba, con zoccolature di finto marmo. Quattro grandi tele seicentesche provenienti da Villa Litta Modignani con scene di vita dei santi Pietro e Paolo, opera di un ignoto pittore forse romano.

Sala degli Arazzi
Al suo interno sono affissi tre antichi arazzi con storie tratte dalla vita di Marco Aurelio. In un quarto, a carattere mitologico, figurano gli eroi Perseo e Bellerofonte mentre combattono contro le belve. Si tratta di prestigiosi arazzi tessuti in una bottega di Bruxelles tra il XV e il XVI secolo.

Sala della Trinità
Questa sala, che in origine doveva essere l’antico oratorio, presenta alle pareti degli affreschi strappati provenienti dalla chiesa di San Vito in Pasquirolo, attribuiti all’opera di Giovan Mauro della Rovere, detto il Fiammenghino. Inoltre un affresco staccato dalla chiesa di san Vincenzino, opera di Giovanni da Lomazzo, in cui è raffigurato san Vincenzo in abito da diacono con l’attributo iconografico che ne ricorda il martirio, cioè la ruota della Macina.

Sala della Resurrezione 
Anche qui troviamo affreschi provenienti dalla chiesa di san Vincenzino, sempre attribuiti a Giovanni da Lomazzo, un affresco in cui è raffigurato san Lorenzo con la graticola, suo attributo iconografico, e una serie dedicata alla vita di Cristo: la Salita al Calvario, la Deposizione nel Sepolcro, la Discesa al Limbo.
All’interno di una finta cornice architettonica si trovano un Noli me tangere e un’Adorazione del Bambino, presumibilmente ancora più antichi e che potrebbero riferirsi all’ambito del Bergognone.

Sala Alessi
Questa sala costituisce il Salone d’onore e prende il nome dall’architetto che ha progettato l’intero palazzo, cioè Galeazzo Alessi. Qui, sotto il cornicione, si trovano dodici affreschi con le Nove Muse e gli dei Apollo, Bacco e Mercurio. Due grandi busti posti sopra ai portali rappresentano Marte e Minerva e alcuni bassorilievi in coccio pesto narrano storie mitologiche. La grande volta, con le sue decorazioni, non è quella originale essendo stata ricostruita dopo i bombardamenti bellici del 1943.

Sala dell’Urbanistica
Nella Sala dell’Urbanistica troviamo affisse alle pareti delle copie di stampe ottocentesche in cui sono raffigurati alcuni dei luoghi più importanti e significativi della città. Sopra i portali sono posti degli ovali con i ritratti di quattro grandi architetti che hanno realizzato importanti edifici della città: l’Alessi, il Piermarini, il Richino e il Pellegrino.

Sala Gialla
Prende il nome dal colore del damasco che ne ricopre le pareti. Gli arredi sono di grande effetto. Oltre a quattro ritratti d’epoca, vi si trovano una monumentale specchiera neo-barocca ottocentesca in legno intagliato e dorato sopra una consolle con piano in marmo e struttura barocca, un grande lampadario di cristallo di Boemia e un orologio francese del XVIII secolo.

Sala Marra o Verde
La sala è intitolata a un ex presidente del Consiglio Comunale scomparso prematuramente all’età di 43 anni. Arredi importanti rendono prestigiosa questa sala, che risulta essere la sala più famosa di Palazzo Marino per aver dato i natali a Marianna de Leyva, meglio conosciuta come la Monaca di Monza.

Sala del Consiglio comunale 
Qui lo spazio è suddiviso in tre zone: emiciclo, tribuna stampa e tribuna pubblica. Infatti in questa sala si tengono le riunioni consiliari. Su una parete spicca un grande Sant’Ambrogio a cavallo, dipinto nel 1591 dal pittore manierista Ambrogio Figino.

Il Cortile d’onore
Fortunatamente rimasto intatto durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il cortile d’onore è ancora quello originale del Cinquecento. Disposto su due livelli, presenta una ricca decorazione tipica dello stile manierista, con bassorilievi raffiguranti le dodici fatiche di Ercole e Le metamorfosi degli dei raccontate da Ovidio.

Il Loggiato
Dopo aver percorso lo Scalone d’onore, fatto realizzare da Luca Beltrami, si giunge al primo piano dove all’interno di una nicchia si trova il busto del conte Antonio Beretta, primo sindaco della città. All’interno del grande loggiato sono posti i busti di tutti gli altri ex sindaci deceduti che Milano ha avuto nella sua storia.

La Sala dell’Orologio
Attraverso il loggiato si accede all’ultima sala del percorso di visita: la Sala dell’Orologio. Si tratta di un elegante ambiente di rappresentanza in cui hanno trovato collocazione arredi in stile rinascimentale insieme a quattordici tele originali del Seicento, opera di importanti pittori dell’epoca.

Indirizzo
Piazza della Scala, 2
Milano


20121
Italia


Prossimi Eventi

  • Non ci sono eventi in questa posizione
  • %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: