I 500 Anni a Milano di Leonardo da Vinci

I 500 Anni a Milano di Leonardo da Vinci

Per i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, la Madonna Litta torna a casa, ovvero a Milano. E’ questa una delle novità annunciate alla National Gallery di Londra del palinsesto di eventi milanesi per il genio toscano, che a Milano ha lasciato tracce importantissime, a partire dall’Ultima cena, fino alle ritrovate decorazione della Sala delle asse del Castello Sforzesco.
L’Ermitage di San Pietroburgo, che acquistò la Madonna Litta nel 1865 dal duca Antonio Litta Visconti Arese, ha infatti prestato la tela al museo Poldi Pezzoli dove sarà in mostra dall’8 novembre al 10 febbraio nell’esposizione “Intorno a Leonardo. La Madonna Litta e la bottega del maestro”.

L’attribuzione a Leonardo del dipinto non è da tutti accettata, c’è chi lo ritiene opera di un suo allievo come Giovanni Antonio Boltraffio. E proprio con un capolavoro di Boltraffio posseduto dal Museo Poldi Pezzoli, la Madonna della rosa, e con altre opere dei suoi allievi, il dipinto dell’Ermitage sarà messo in dialogo.

Il programma

Il palinsesto dedicato a Leonardo da Vinci prenderà il via il 2 maggio 2019 con la riapertura straordinaria della Sala delle Asse del Castello Sforzesco. Il cantiere di studio e restauro della Sala, aperto nel 2013, era stato sospeso temporaneamente per la prima volta durante il semestre di Expo 2015, permettendo ad oltre 355.000 visitatori di ammirare il Monocromo leonardesco. Ora la Sala riapre, smonta integralmente i suoi ponteggi e si ripresenta al pubblico dopo una nuova fase di lavori, svelando le molte porzioni di disegno preparatorio emerse durante la rimozione degli strati di scialbo dalle pareti.

Attraverso una scenografica installazione multimediale i visitatori saranno poi guidati nella lettura dello spazio integrale, spostando l’attenzione dalla volta (molto compromessa dai restauri del passato e che sarà oggetto nel 2020 di un restauro specifico) alle pareti e scoprirà come Leonardo abbia qui sviluppato il suo concetto di imitazione della natura tanto da immaginare un sottobosco, case e colline all’orizzonte, al di là degli alberi: dalla stanza del duca Sforza all’esterno, al territorio da lui governato.

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